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Firmato ccnl lapidei, aumento di 100 euro

“Un buon risultato, che guarda alla qualità del lavoro”. Questo il giudizio di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil sull’accordo per il rinnovo del contratto nazionale del settore lapideo estrattivo (valido dal 1°settembre 2017 al 30 aprile 2019), siglato a circa 18 mesi dalla scadenza del precedente accordo con le associazioni datoriali aderenti a Confimi Industria, Aniem e Anier. L’accordo prevede un aumento salariale pari a 100 euro al quinto livello, che sarà erogato in due rate: la prima con la retribuzione del settembre 2017, la seconda nel settembre 2018. Ora la parola passa alle assemblee per la valutazione e il voto.

Dal settembre 2017 è prevista anche l’erogazione di un superminimo nazionale di 7 euro non riparametrato per tutte le categorie. Il contratto prevede anche il potenziamento dei fondi contrattuali di welfare già esistenti, in particolare sulla previdenza complementare, un aumento del contributo aziendale ai lavoratori fino al 2,10 per cento al Fondo Arco e sulla sanità integrativa 13 euro mensili per tutti i lavoratori iscritti al Fondo. Viene inoltre aumentato a 314 euro l’elemento di garanzia retributiva a favore dei lavoratori sprovvisti di contatto di secondo livello. Il testo prevede che una parte di questa somma, pari a 144 euro, possa essere impiegata, tramite accordo di secondo livello, per piani di welfare integrativo.

Il rinnovo introduce anche il Contratto per l’occupazione (Cpo), spiegano i sindacati, ossia “una nuova forma di contratto di assunzione, che potrà riguardare un numero di lavoratori non superiore al 10 per cento degli occupati in azienda, che ha l’obiettivo di incentivare l’occupazione soprattutto per alcune categorie di lavoratori, in particolare disoccupati da oltre 24 mesi, lavoratori/lavoratrici fino a 36 anni e oltre i 50, assunzioni per nuove attività in imprese già esistenti che realizzino incrementi occupazionali nonché nuovi investimenti”. Gli assunti con il Cpo percepiranno un salario crescente, dall’85 per cento dei primi sei mesi fino al 95 dell’ultimo periodo. Se il CpO non verrà trasformato in tempo indeterminato le differenze retributive verranno erogate all’ultimo mese di esercizio.

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